Il turismo responsabile è un modo di viaggiare più consapevole e rispettoso nei confronti del paese verso cui si va, della gente che si incontrerà ma anche di se stessi. Una presa di coscienza della propria cultura e di quella con la quale si entrerà in contatto. Un turismo che vuole andare oltre i fenomeni di massa per far leva sulla curiosità per il territorio.
Tenendo conto della capacità di carico che ogni località possiede, il turismo responsabile ha lo scopo di ridurre al minimo gli impatti ambientali, socio-culturali ed economici che il turismo normalmente comporta.
Il turismo è un settore molto importante nell’economia mondiale ed è per molti paesi una vera e propria risorsa finanziaria. Allo stesso modo però, diventa il peggior cancro se gestito in maniera sbagliata tanto dagli operatori che dagli ospiti e dai turisti. Non ci si rende spesso conto infatti, di quanto possa essere dannoso e inquinante il turismo di massa, che produce spesso false attrazioni e una “turisiticizzazione” del folklore; genera la proliferazione di organizzazioni illecite e spesso anche il danneggiamento dei beni culturali o dei parchi naturalistici e dei loro abitanti.
Da queste e molte altre ancora riflessioni critiche sul turismo di massa nasce il turismo responsabile. Un movimento che si sta diffondendo a macchia d’olio, che ha come obiettivo quello di salvaguardare sia i turisti che le comunità ospitanti ed i luoghi, creando delle regole comportamentali e logistiche per la promozione di un turismo, responsabile dal punto di vista etico e sostenibile economicamente ed ecologicamente nel tempo.
Nel 1995 si tiene la prima Conferenza Mondiale sul turismo sostenibile alle Canarie, con la redazione della Carta di Lanzarote. La Carta afferma che “Lo sviluppo del turismo deve essere basto sul criterio di sostenibilità, ovvero deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali. La sostenibilità del turismo richiede per definizione che esso integri l’ambiente naturale, culturale e umano.”
In Italia, l’organo di recente costituzione, che si occupa dei principi di turismo sostenibile è l’AITR: Associazione Italiana di Turismo Responsabile. Nel 1997 a Verona, viene approvata da AITR la Carta di identità per viaggi sostenibili che definisce parametri e regole di questa forma di viaggio.
La sostenibilità implica anche durata nel tempo, perciò il turismo deve prevedere un uso ottimale delle risorse, la minimizzazione degli impatti ecologici, culturali e sociali, la massimizzazione dei benefici per la conservazione e le comunità locali. Tutto ciò, cercando sempre di assicurare la soddisfazione del turista.
Il Turismo Responsabile deve essere visto non come un prodotto di nicchia, bensì come una filosofia. Una filosofia del rispetto per i popoli e per l’ambiente che si traduce in un viaggio “in punta di piedi”, senza fretta, assaporando i luoghi e gli incontri che si faranno durante il cammino. Ricercando sempre l’autenticità nella conoscenza dello spirito dei luoghi, delle tradizioni, dei sapori.
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